M&A Il settore degli intermediari assicurativi - PARTE SECONDA

17/12/2025

Gentili Colleghe, Egregi Colleghi,

si è recentemente svolto un importante convegno sempre sul tema in oggetto, uno degli aspetti più interessanti è stato quando il direttore di una società internazionale di brokeraggio ha espresso il suo disappunto sulla brutta abitudine di "prelevare" dipendenti formati ad altre aziende: diamo il benvenuto a questo collega nel club delle società depauperate! In molti casi sono le stesse società "predatrici" a fornire i nominativi alle cd aziende specializzate in HR, human resources, che di human non hanno nulla. Questo è un settore che dovrebbe anche seguire percorsi di formazione del personale, in realtà utilizza del personale che viene incaricato di dragare il settore al solo scopo di individuare/reclutare per conto terzi. Una prova? Oltre il 40 percento delle aziende che prendono visione delle nostre attività provengono dal settore HR, assistiamo a dei veri picchi di "consultazione" e da lì a poco qualche collega faticosamente formato se ne va... . 

C'è da chiedersi se queste "intelligenti strategie" aziendali abbiano a lungo termine dei risultati duraturi, in molti fanno leva sull'offerta trendy di offrire dello smartworking che ha del personale con una onesta formazione ma ancora non completa, questo significa volutamente delimitarne ulteriore sviluppo professionale compromettendone il resto della vita lavorativa. E poi ci lamentiamo della scarsa attrattività del nostro settore. 

La prova: due nostre risorse assunte da una Compagnia in zona Stazione Centrale da anni vi stazionano senza apparenti progressioni, come un'altra presso una Compagnia in zona viale Monza. Che dire di altre due persone che oggi sono presso un'altra Compagnia assicurativa specializzata  nell'area medmal? O altri due elementi che prestano le loro capacità presso una società di intermediazione satellite di un'altra Compagnia? In ordine di tempo tre collaboratori sono stati fagocitati da nostri diretti competitori. 

Ben poco, al momento, si può fare per evitare questi comportamenti censurabili; una volta esisteva una forma codice di condotta tra Compagnie per evitare di innescare spiacevoli episodi, c'era il rispetto del lavoro e degli investimenti: assumere una persona a tempo indeterminato e formarla almeno 3/5 anni significa avere fiducia nel futuro, certo che se questo viene vanificato da strutture che scelgono scorciatoie vanificando gli sforzi c'è il rischio di vedersi costretti a "restituire" con uguale moneta.

Il settore assicurativo non va in una direzione univoca nella quale, a seconda di chi scrive o parla, vincono i broker o vincono gli agenti. I cali segnalati non sono anche frutto di cambiamenti sociali causati da naturali e fisiologiche evoluzioni di tutto il sistema paese? Gli accorpamenti ai quali abbiamo assistito hanno fatto sparire alcuni protagonisti, è vero. Ma è altrettanto incontestabile l'arrivo di nuovi giocatori. Può anche essere vero che un certo tipo di rischi siano più gestibili da un intermediario piuttosto che un altro ma di tendenze assolute non se ne vedono. Chi ricorda quando nacque la prima Compagnia telefonica per i rischi auto? I vari saggi del settore preconizzarono la scomparsa degli intermediari car oriented, invece dal 1994 ad oggi queste previsioni sono state disattese; analoghi risultati per molti tipi di rischi. E' un dato oggettivo, il cliente finale quando decide di acquistare una polizza vuole capire e cosa di meglio di un addetto del settore per aiutarlo a scegliere? Fa tutto parte di un unico universo al quale ogni tanto si aggiunge qualcosa e qualcosa scompare ma per il benessere del settore l'aspetto base e fondamentale è il rispetto delle altrui identità, senza questa premessa riuscire ad attrarre nuova forza lavorativa destinata ad arricchire il comparto sarà solamente una illusione, magari supportata dall'intelligenza artificiale ma sempre un'illusione. 

                    
UIA Direzione tecnica